Corso BLSD: cos’è e quando è obbligatorio

Parliamo quindi di formazione alla sicurezza e di rispetto alla normativa: i datori di lavoro hanno la necessità di evitare ripercussioni di carattere legale e di rispondere ai requisiti di Legge senza rallentare l’attività aziendale.
In questo articolo proponiamo una panoramica sull’argomento.
Cos’è il corso BLSD?
Il corso BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) è una formazione specifica per insegnare le manovre di primo soccorso e l’uso del defibrillatore semiautomatico (DAE) in caso di arresto cardiaco.
L’obiettivo principale è quindi fornire le competenze necessarie per intervenire tempestivamente in situazioni di emergenza, aumentando le possibilità di sopravvivenza della persona colpita.
È sbagliato pensare solo in termini di “corso per usare il defibrillatore”: le tecniche apprese includono il massaggio cardiaco, la ventilazione artificiale e l’utilizzo del defibrillatore, uno strumento fondamentale che, se usato correttamente, può ripristinare il normale ritmo cardiaco in caso di fibrillazione ventricolare.
Il concetto chiave alla base delle tecniche del corso BLSD è la rapidità di intervento: secondo le statistiche, ogni minuto senza rianimazione cardiopolmonare riduce del 10% le possibilità di sopravvivenza. Per questo motivo, la formazione BLSD è essenziale non solo per il personale sanitario, ma anche per addetti al primo soccorso aziendale, insegnanti, allenatori sportivi e cittadini comuni.
Quando il corso BLSD è obbligatorio?
In Italia, l’obbligo di formazione BLSD è regolato da leggi regionali e nazionali, in particolare dal Decreto Balduzzi (D.L. 158/2012) e dalle disposizioni del Ministero della Salute. Il corso è quindi obbligatorio in diversi contesti professionali, principalmente i seguenti:
- operatori sanitari e soccorritori – medici, infermieri e personale del 118 devono essere certificati BLSD per poter intervenire in caso di emergenza;
- istruttori sportivi e personale scolastico – nei centri sportivi e nelle scuole è richiesto l’uso di defibrillatori (Legge 116/2021), e almeno un operatore tra i presenti deve essere formato BLSD;
- luoghi pubblici con obbligo di DAE – stadi, aeroporti, stazioni ferroviarie, Enti ed Agenzie pubbliche e altri luoghi ad alta affluenza devono disporre di defibrillatori e personale formato.
Non esiste, invece, un obbligo legislativo specifico per le aziende private, tuttavia l’adozione di un defibrillatore è fortemente consigliata in tutte quelle realtà caratterizzate dalla presenza di fattori di rischio di potenziale arresto cardiaco, ad esempio attività lavorative che richiedono importanti sforzi fisici, esposizione ad agenti chimici pericolosi, microclima severo, … .
Ricordiamo che l’INAIL riconosce riduzioni del premio assicurativo ai datori di lavoro che investono nell’acquisto dei DAE e nella formazione ai dipendenti per l’utilizzo di questi strumenti.
Questo approccio, sebbene non imposto per legge, consente inoltre all’azienda di:
- migliorare i propri standard di sicurezza;
- tutelare i lavoratori in caso di emergenze cardiache;
- dimostrare un alto livello di responsabilità sociale.
In sintesi, anche se non vi è un obbligo formale, dotarsi di un DAE e formare personale all’uso può fare la differenza in termini di efficacia d’intervento e cultura della prevenzione.
Corso BLSD: quanto dura, contenuti e certificazione
La durata del corso BLSD varia a seconda del livello di formazione e della normativa regionale di riferimento. In genere, il corso base per operatori non sanitari dura circa 4-5 ore, mentre per il personale sanitario può estendersi fino a 8 ore.
Il programma si suddivide in due parti principali:
- teoria – viene fornita una spiegazione dettagliata delle manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) per adulti, bambini e lattanti, con particolare attenzione all’uso del defibrillatore automatico esterno (DAE); si affrontano anche temi come il riconoscimento dell’arresto cardiaco e la gestione delle emergenze;
- pratica – i partecipanti eseguono simulazioni su manichini per imparare le compressioni toraciche, la ventilazione e l’utilizzo del defibrillatore; le esercitazioni pratiche sono fondamentali per garantire una corretta esecuzione delle manovre salvavita.
Alla fine del corso, viene rilasciato un certificato BLSD valido a livello nazionale, con una durata di due anni, allo scadere dei quali deve essere rinnovato.
Corsi BLSD per sanitari: cosa cambia
I corsi BLSD per sanitari si differenziano da quelli per la popolazione generale per il livello di approfondimento e le competenze richieste: è infatti più complesso e prevede protocolli avanzati di rianimazione, come l’uso delle vie aeree, la gestione del team in situazioni d’emergenza e l’impiego di farmaci salvavita.
Come abbiamo visto, una delle principali differenze riguarda la durata: il corso per sanitari può durare fino a 8 ore, con una maggiore attenzione alla gestione delle emergenze in contesti clinici.
Gli operatori sanitari devono infatti essere in grado di intervenire in situazioni più complesse, come arresti cardiaci intraospedalieri o eventi traumatici. Per questo, il corso prevede simulazioni avanzate e l’uso di strumenti aggiuntivi rispetto ai corsi base.
Al termine della formazione, viene rilasciata una certificazione BLSD per sanitari, riconosciuta a livello nazionale e necessaria per medici, infermieri e soccorritori. Anche per loro è obbligatorio un aggiornamento periodico per mantenere la certificazione attiva e garantire interventi efficaci in situazioni di emergenza.
Come scegliere un corso BLSD certificato
Alla luce di quanto sopra, risulta evidente come scegliere un corso BLSD certificato sia fondamentale per garantire una formazione adeguata e il rilascio di un attestato riconosciuto.
Un corso valido deve rispettare determinati standard di qualità, per quanto riguarda i contenuti e per la metodologia didattica.
- Il corso deve essere accreditato da enti riconosciuti, come il 118, l’IRC (Italian Resuscitation Council) o la Croce Rossa Italiana. Anche enti privati possono offrire corsi BLSD, ma è importante verificare che siano autorizzati dal Ministero della Salute o dalle Regioni di competenza.
- Un corso certificato deve prevedere una parte teorica e una pratica con esercitazioni su manichini e simulazioni realistiche.
- Il rapporto istruttori/partecipanti deve garantire un apprendimento efficace, con un massimo di 6 persone per ogni formatore.
- La validità della certificazione rilasciata deve essere riconosciuta a livello nazionale e avere una durata di almeno due anni, con la necessità di un aggiornamento periodico.
- È consigliabile scegliere corsi che rilasciano un attestato abilitante all’uso del DAE (defibrillatore automatico esterno), richiesto in molte realtà lavorative e sportive.
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