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Sopralluogo del medico competente: informazioni per aziende

Sopralluogo del medico competente: informazioni per aziende

medico del lavoro che effettua un sopralluogo in azienda per conformità compliance sicurezza sul lavoro

 

 

Nelle aziende, il sopralluogo del medico competente è un momento chiave, che quasi sempre si configura come uno tra i pochi destinati alla verifica del livello di sicurezza sul posto di lavoro. Se svolto in modo corretto, è spesso il principale deterrente al verificarsi di incidenti.

In questo spazio vogliamo proporre una breve panoramica su questo tema.

Cosa prevede il sopralluogo del medico competente

Il sopralluogo del medico competente è tra le principali procedure in ambito di medicina del lavoro ed è finalizzato a valutare le condizioni di salute dei lavoratori in relazione all’ambiente in cui si trovano a operare.

Questo sopralluogo prevede diverse fasi e attività:

  • valutazione dell’ambiente – il medico competente inizia il sopralluogo esaminando l’ambiente di lavoro per identificare potenziali rischi per la salute dei dipendenti, tra cui fattori fisici, chimici, biologici, ergonomici e psicosociali;
  • raccolta di informazioni – il medico competente raccoglie informazioni sulle mansioni dei lavoratori, sull’esposizione a rischi specifici, sulle attrezzature utilizzate e sui processi di produzione;
  • esame clinico dei lavoratori – durante il sopralluogo, il medico esegue esami clinici dei lavoratori, che possono includere misurazioni della pressione sanguigna, valutazioni audiometriche, esami visivi e questionari sulla salute; questi controlli consentono di individuare eventuali problemi di salute o patologie correlate al lavoro;
  • interviste e consulenza – il medico competente può decidere di intervistare i lavoratori per raccogliere informazioni sulla loro salute, sulle condizioni di lavoro e su eventuali segnalazioni; fornisce inoltre consulenza ai dipendenti in merito a misure preventive e comportamenti salutari;
  • valutazione delle condizioni di lavoro – il medico competente valuta le condizioni di lavoro, inclusi gli aspetti legati all’ergonomia, alla sicurezza e all’igiene, per identificare possibili aree di miglioramento e per garantire il rispetto delle normative di sicurezza sul lavoro.

Quando scatta l’obbligo di sopralluogo del medico competente?

Il sopralluogo del medico competente sul posto di lavoro è disciplinato dal D.Lgs. 81/2008, e in particolare, l’art. 25 stabilisce che il sopralluogo deve avvenire almeno una volta all’anno. Tuttavia, a seguito della valutazione dei rischi, si può decidere per una periodicità diversa, che dovrà essere comunicata al datore di lavoro.

Il sopralluogo si configura come strumento essenziale: basandosi sulle informazioni raccolte, il medico può formulare raccomandazioni per migliorare le condizioni di lavoro e proteggere la salute dei dipendenti. Inoltre, il sopralluogo è utile per garantire la conformità alle leggi e ai regolamenti in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

N.B. il sopralluogo del medico competente può essere accompagnato dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione in azienda, ma non è obbligatorio.

Verbale di sopralluogo

Dopo il sopralluogo, il Medico Competente fornisce il verbale: un documento ufficiale che registra le osservazioni e le conclusioni del medico durante la sua visita.

Il verbale di sopralluogo contiene informazioni cruciali, come la valutazione delle condizioni di lavoro, le misure di prevenzione adottate e le raccomandazioni per migliorare la sicurezza e la salute dei dipendenti. Inoltre, può includere dettagli sui lavoratori visitati, i rischi individuati e le azioni correttive consigliate.

Il verbale facilita quindi la comunicazione tra il medico competente, il datore di lavoro e i dipendenti, contribuendo così a promuovere un ambiente di lavoro sicuro e salutare.

In caso di mancato sopralluogo

In caso di mancato sopralluogo del medico competente sul posto di lavoro, l’imprenditore è soggetto a sanzioni amministrative, che possono essere di due tipologie.

Le sanzioni pecuniarie sono previste dall’art. 25 del D.Lgs. 81/2008 e possono essere comprese tra 2.500 e 6.400 euro. Le sanzioni interdittive sono previste dall’art. 14 e possono consistere nell’ordine di sospensione dell’attività lavorativa fino a 30 giorni.

Inoltre, l’imprenditore può essere chiamato a rispondere di eventuali reati, come il reato di omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro, previsto dall’art. 590 del Codice penale, secondo cui chiunque, nell’esercizio di un’attività pericolosa, omette di adottare le cautele necessarie per impedire l’evento, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Consulenza specializzata

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