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Cosa fare quando un figlio è positivo al COVID? La rivoluzione del lavoro ai tempi del coronavirus

Cosa fare quando un figlio è positivo al COVID? La rivoluzione del lavoro ai tempi del coronavirus

Il genitore che dovesse avere il figlio positivo al COVID, e quindi in isolamento domiciliare, ha diritto di svolgere il proprio lavoro in modalità agile. Ma quali sono le procedure, i tempi e le altre condizioni perché questo avvenga?

Vediamo insieme tutte le informazioni a riguardo.

Un Decreto con tutte le misure necessarie

Nell’articolo 5 del Decreto legislativo 111 dell’8 settembre 2020 troviamo le disposizioni che riguardano il lavoro agile e il congedo straordinario dei genitori in caso di quarantena obbligatoria del figlio convivente, a cui è stato diagnosticato il COVID-19.

Smart working in caso di familiare positivo al Coronavirus

Il lavoro in modalità agile è un diritto del lavoratore dipendente per la totale o parziale quarantena del figlio affetto da COVID-19, che

  • deve avere meno di 14 anni
  • è convivente del genitore o altro familiare lavoratore
  • deve aver contratto il virus all’interno della scuola.

La quarantena è disposta dal Dipartimento di Prevenzione della ASL competente nel territorio dove vive la famiglia.
[Questa misura è valida fino al 31 dicembre 2020.]

Quando è possibile l’astensione dal lavoro?

Il Ministero della Salute ha sancito che il familiare lavoratore, nel caso in cui il figlio abbia contratto il COVID, può astenersi dal lavoro solo se la prestazione non può essere svolta in modalità agile. In questo caso se entrambi i genitori sono presenti in casa, possono alternarsi.
Al genitore che deve astenersi dal lavoro è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione.
Durante l’isolamento domiciliare, solo uno dei due genitori che non svolge alcuna attività lavorativa può usufruire delle misure citate sopra.
[Questa misura è valida fino al 31 dicembre 2020.]

Cosa fare quando lo studente è positivo al test?

Torniamo al punto di partenza per specificare come comportarsi in caso l’alunno dovesse risultare positivo al COVID-19.

Il bambino dovrà restare in isolamento domiciliare fino alla guarigione clinica, che viene confermata dalla totale assenza di sintomi e da un tampone risultato negativo.

Quando i sintomi sono presenti a casa, cosa fare?

Se l’alunno/studente dovesse presentare un aumento della temperatura corporea che supera i 37,5°C o un sintomo compatibile con il Coronavirus nella propria abitazione, i genitori devono immediatamente informare il pediatra o il medico, che in caso di sospetto richiede il test.

Isolamento domiciliare: cosa fare in caso di contagio?

Il Ministero della Salute raccomanda che “la persona con possibile o confermato COVID-19 deve stare lontana dalle altre persone conviventi, se possibile in una stanza singola ben ventilata, e non deve ricevere visite”. Vanno inoltre rispettate tutte le norme sulla prevenzione del contagio (come sanificare gli ambienti, igienizzare le mani, indossare la mascherina e altre).