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Quali sono le malattie professionali riconosciute e come vanno gestite?

Quali sono le malattie professionali riconosciute e come vanno gestite?

malattie professionali riconosciuteÈ di pochi giorni fa l’aggiornamento presentato dall’INAIL relativo agli infortuni e alle malattie professionali.

Gli open data del primo semestre 2022 ci dicono che gli infortuni sul lavoro sono cresciuti del 43,3% (382.288 denunce da gennaio a giugno 2022) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e le patologie professionali denunciate sono in aumento del 7,7%, 31.085 negli ultimi sei mesi.

Sono dati che ci fanno riflettere e di certo procedere a un controllo sempre più serrato con interventi tempestivi nel rispetto delle norme di igiene e sicurezza sul lavoro, per tutelare la salute dei lavoratori.

Vediamo insieme nei dettagli quali sono le malattie professionali riconosciute anche dall’INAIL (che le divide in tabelle).

Alcuni dati sulle denunce di malattia professionale

Da gennaio a giugno 2022, come ogni anno, l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro ha protocollato diverse denunce di malattie professionali riconosciute e le ha divise nei vari settori:

  • +7,6% con 25.507 casi nell’industria e servizi,
  • +8,6% con 5.308 casi nell’agricoltura,
  • +2,3%, con 270 casi conto stato.

Nel territorio le denunce sono aumentate

  • del 16,2% nel Nord-Ovest,
  • dell’11,9% nelle Isole,
  • del 10% al Sud,
  • del 5,9% nel Centro
  • e del 2,9% nel Nord-Est.

Le prime tre malattie professionali riconosciute più denunciate restano come negli anni precedenti le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio.

Quali sono le malattie professionali riconosciute dall’INAIL?

L’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro definisce le malattie professionali come quelle patologie la cui causa agisce in modo lento e progressivo sull’organismo umano, una causa “diluita e non violenta” che deve essere “diretta ed efficiente”, il che significa che deve portare all’infermità “in modo esclusivo o prevalente”. Il Testo Unico le definisce “malattie contratte nell’esercizio e a causa delle lavorazioni rischiose”. Deve quindi esistere “un rapporto causale, o concausale, diretto tra il rischio professionale e la malattia”.

Malattie professionali tabellate: conosciamole meglio

Con il Decreto Ministeriale del 10 giugno 2014 sono state approvate le vigenti tabelle delle malattie professionali. Le malattie professionali tabellate sono quelle

  • indicate nella tabella per l’industria e in quella per l’agricoltura,
  • provocate da lavori scritti nelle tabelle,
  • denunciate entro il tempo stabilito dalle tabelle.

Il lavoratore non è obbligato a dimostrare l’origine professionale della malattia: se prova l’adibizione a lavorazione tabellata e l’esistenza della malattia tabellata, questa si presume per legge che abbia origine professionale.

Non sono tutelati solo i lavoratori che presentano le malattie professionali tabellate: il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, infatti, afferma che “a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale n° 179/88 e 206/88, sono comunque tutelate tutte le malattie che, seppure non comprese in detta tabella, il lavoratore provi abbiano un origine professionale”.

Malattie professionali tabellate: ecco l’elenco

Della lista 1 fanno parte le malattie professionali di cui l’origine lavorativa è di alta probabilità.

Iniziamo con il gruppo 1, relativo alle malattie da agenti chimici, di cui i:

  • metalli, loro leghe, amalgame, composti organici e inorganici,
  • alogeni e loro composti inorganici,
  • composti inorganici di azoto, carbonio, zolfo e fosforo,
  • idrocarburi alifatici e aromatici.

Del gruppo 2 fanno parte le malattie da agenti fisici, come rumori otolesivi, vibrazioni, movimentazione manuale di carichi, microtraumi e posture, lavori subacquei, radiazioni, laser, radiofrequenze.

Del gruppo 3 sono parte le malattie da agenti biologici, quali i

  • batteri e organismi simili,
  • virus,
  • parassiti,
  • miceti,
  • artropodi.

Il gruppo 4 raccoglie le malattie dell’apparato respiratorio e il gruppo 5 le malattie della pelle dovute al contatto con sostanze, composti e radiazioni nocive alla salute.

Nel gruppo 6 troviamo i tumori.

Nella lista 2 ci sono le malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità, con il gruppo 1 relativo agli agenti chimici, il 2 con gli agenti fisici, il 6 che elenca gli agenti che possono provocare tumori professionali. Il gruppo 7 si riferisce alle malattie psichiche e psicosomatiche da disfunzioni dell’organizzazione del lavoro.

Nella lista 3 troviamo le malattie con origine professionale possibile. Qui sono elencati i gruppi degli agenti chimici (1), degli agenti fisici (2) e dei tumori professionali (6).

Per conoscere nei dettagli l’elenco delle malattie professionali, l’INAIL l’ha pubblicato qui.
Per quanto riguarda le malattie professionali non tabellate, è possibile chiedere l’indennizzo all’INAIL quando il lavoratore dimostra
  • che è stato esposto nell’ambiente di lavoro a un rischio per la sua salute,
  • in dettaglio le condizioni di lavoro,
  • le mansioni che stava svolgendo,
  • durata e intensità dell’esposizione al rischio,
  • l’origine lavorativa della malattia.

Come e quando avviene la denuncia?

Il lavoratore, dopo aver ottenuto il certificato medico, per ottenere l’indennizzo deve
  • denunciare la malattia al datore di lavoro entro 15 giorni dalla manifestazione di questa, se svolge ancora la mansione che ha causato la patologia,
  • presentare la denuncia direttamente all’INAIL se non sta più lavorando.
Nel primo caso il datore deve portare la denuncia all’INAIL entro 5 giorni.

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Essere aggiornati sulle normative e trovare un supporto nella gestione delle pratiche burocratiche in ambito della sicurezza sul lavoro è importante.

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