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Medico competente in azienda: qual è il suo ruolo e cosa è cambiato con il COVID-19

Medico competente in azienda: qual è il suo ruolo e cosa è cambiato con il COVID-19

 

 

Il medico competente è una figura professionale che in azienda collabora con il datore di lavoro nel valutare i rischi e nella sorveglianza sanitaria. Può essere dipendente o collaboratore per una struttura esterna, libero professionista o dipendente dell’azienda.

Chi è il medico competente?

Secondo l’articolo 2, comma 1, lettera h del Decreto legislativo numero 81 del 9 aprile 2008, il medico competente è un sanitario con titoli e requisiti descritti nell’articolo 38 che collabora a valutare i rischi in un ambiente di lavoro ed esegue la sorveglianza sanitaria, per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Che requisiti deve avere il medico competente?

Per esercitare, questa figura professionale deve avere:

  • una specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica,
  • una cattedra in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica, in tossicologia industriale, in igiene industriale, in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro,
  • l’autorizzazione prevista dall’articolo 55 del decreto legislativo 277 del 15 agosto 1991,
  • una specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale.

Il medico competente deve inoltre partecipare al programma di formazione continua in medicina come indicato nel decreto legislativo 229 del 19 giugno 1999. I medici competenti con questi requisiti sono iscritti nell’elenco dei medici competenti del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Chi nomina il medico competente aziendale?

È il datore di lavoro a nominare in azienda questa figura, che può essere interna o esterna, da struttura pubblica o privata oppure libero professionista.
Il Ministero della Salute aggiorna l’elenco nazionale dei medici competenti nell’Ufficio II della Direzione Generale della prevenzione sanitaria, in base al Decreto dirigenziale del 4 marzo 2009.

Cosa deve dare il datore di lavoro al medico competente?

Il Datore di lavoro è tenuto a fornire al professionista le informazioni relative:

  • ai rischi presenti in azienda,
  • a come è organizzato il lavoro,
  • alla programmazione ed esecuzione delle misure preventive e protettive,
  • agli impianti e processi produttivi,
  • agli infortuni sul lavoro e malattie professionali,
  • ai provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza.

Cosa fa il medico competente?

Tra i suoi obblighi rientrano le attività elencate nell’articolo 25 del Decreto legislativo 81/08:

  • collabora con datore di lavoro e servizio di prevenzione e protezione nella valutazione dei rischi, per attuare le misure di tutela della salute e dell’integrità psico-fisica dei lavoratori, nell’attività di formazione e informazione dei lavoratori, nell’organizzazione del primo soccorso, nell’attuazione e valorizzazione di programmi volontari di “promozione della salute”
  • programma e conduce la sorveglianza sanitaria
  • istituisce, aggiorna ed è responsabile della cartella sanitaria e di rischio per i lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria.

Quali sono gli obblighi del medico competente quando è richiesta la sorveglianza sanitaria?

Quando nell’ambiente aziendale sussistono rischi che richiedono la sorveglianza sanitaria, il medico competente la attua nel rispetto dell’articolo 41 del Decreto legislativo 81/08 e trasmette le informazioni acquisite dai lavoratori ai servizi competenti quali ASL, Regione e INAIL, entro il primo trimestre dell’anno successivo al corrente e tramite via telematica.
Inoltre deve:

  • riportare ai responsabili della sicurezza e al datore di lavoro le sue valutazioni sulle situazioni di rischio nell’ambiente di lavoro,
  • visitare i luoghi di lavoro almeno una volta l’anno, per valutare l’assenza di rischi ambientali.

COVID-19: qual è il ruolo del medico competente per la sicurezza anti-contagio?

Per proteggere i lavoratori ed evitare lo stop delle attività lavorative, è necessario adottare le misure per prevenire o arrestare la diffusione del contagio da coronavirus.
La riapertura delle aziende, ad esempio, dopo la fase di lockdown, è programmata con lo strumento di valutazione dell’INAIL, basato su esposizione, prossimità e aggregazione.
Le indicazioni dell’INAIL devono essere contestualizzate nelle diverse realtà aziendali grazie al contributo del medico competente, figura a supporto del datore di lavoro.

Quando avviene la revoca del medico competente?

Il contratto con il medico competente prevede la revoca in caso di inadempienza da parte di un contraente, ad esempio se il professionista non esegue il sopralluogo annuale sul posto di lavoro oppure se l’azienda non retribuisce il medico come da accordi.